Aristotele rispetto agli altri filosofi preferisce l'analisi della realtà alla descrizione dello Stato ideale e al tema della giustizia preferisce quello della realtà.
Il pensiero pedagogico di Aristotele si esprime in due opere: Etica Nicomachea e la Politica.
Aristotele stabilisce uno stretto rapporto tra comportamento morale e felicità, quindi si può dire che l'educazione per Aristotele è essenzialmente un'educazione morale. Il valore più alto per questo filosofo sta nella conoscenza e nell'amore per il sapere.
Così Aristotele riprende il concetto tradizionale di aretè e lo applica alla conoscenza e alla morale. Lui parla di due tipi di virtù che bisogna seguire e che si apprendono mediante esempi o insegnamento: vitù dianoetice: che consistono nell'esercizio dell'intelligenza
virtù etiche: che riguardano il controllo delle passioni da parte della ragioni.
La felicità si raggiunge quando entrambe le virtù sono ai livelli massimi. Per questo serve un'educazione adeguata e completa che secondo Aristotele si meritano solo l'elite, cioè coloro che hanno le caratteristiche necessarie e innanzitutto devono essere cittadini liberi.
Secondo Aristotele nell'educazione per aspirare la felicità occorrono tre fattori:
natura: predisposizioni di corpo e di spirito.
costume: abitudini e tradizioni che sono date sia dal tipo di comportamento familiare si pubblico.
discorso: l'insegnamenti ricevuti dai maestri.
Per Aristotele lo Stato, oltre che a emanare le leggi, deve occuparsi anche dell'istruzione che deve essere uguale per tutti, quindi deve essere un'educazione statale.
IL CICLI DI EDUCAZIONE:
da 0 a 7 anni: affidato alla famiglia
da 7 a 14 anni: affidato allo Stato
da 14 a 21 anni: affidato allo Stato
L'educazione deve mirare alla perfetta formazione armonica tenendo conto di tutti gli aspetti:
formazione fisica: senza essere concentrata sull'educazione militare
formazione intellettuale: che si concentra sulla contemplazione disinteressata della verità
formazione morale: crede nella funzione catartica dell'arte. Il teatro secondo Aristotele suscita nello spettatore grande coinvolgimento emotivo, che libera temporaneamente lo spettatore dalle emozioni.
Aristotele si fa assertore di un'educazione liberale che comprende materie come musica, ginnastica, letteratura. Si chiama liberale perché si addice a uomini liberi
Questi programmi si riversano nel liceo di Aristotele, non si sa molto del ruolo di Aristotele come insegnante, ma si sa che l'insegnamento attuato era soprattutto orale composto da discussioni e dibattiti tra i discepoli e il docente. Aristotele ha lasciato ai suoi discepoli due libri chiamati esoterici e altri destinati a un pubblico più ampio chiamati essoterici.
Due discipline assumono molta importanza nel liceo: la filosofia prima e la logica. La filosofia prima è quella che oggi viene chiamata metafisica e che si occupa dell'assenza delle cose.
La logica invece studia le leggi del funzionamento corretto del pensiero espresso attraverso il discorso. La logica si occupa anche dell'analisi dei ragionamenti. Per Aristotele è importante chiarire le caratteristiche del discorso scientifico.
RAGIONAMENTO INDUTTIVO:
Questo ragionamento passa dai casi particolari a una conclusione generale. Le conclusioni del ragionamento induttivo non sono certe, solo provvisorie a meno che non possano essere verificate.
RAGIONAMENTO DEDUTTIVO:
la deduzione è un ragionamento con il quale dal principio generale si ricava il caso particolare.
domenica 18 marzo 2018
domenica 11 marzo 2018
Platone e l'Accademia
Platone era uno dei più importanti allievi di Socrate.
La filosofia di Platone era incentrata sulla giustizia, un principio che secondo lui deve realizzarsi sia nella vita reale sia nella vita sociale, e questo ha influito molto sul suo pensiero pedagogico.
Platone dopo che è rimasto deluso dalla condanna data a Socrate dal regime democratico di Atene, decide di rinunciare alla sua carriera politica e cerca fuori da Atene uno Stato meglio governato dove esercitare la propria influenza e realizzare una città ideale.
Si reca tre volte a Siracusa presso i tiranni ma fallisce nel realizzare uno Stato ed è grazie al fallimento dell'ultimo viaggio che fonda l'Accademia (387 a.C.)
Elabora un progetto educativo con lo scopo di preparare un nuovo ceto politico e per trasformare la realtà politica serve una rivoluzione culturale, che giunga a fondare una nuova tavola di valori.
Lui rintraccia la verità e valori immutabili da realizzare tra gli uomini. Per far si che i valori valgano sempre e per tutti Platone li colloca in un mondo ideale che chiama iperuranio (oltre il cielo), quindi è come se Platone considerasse il bene, il giusto ecc. oggetti che poi vengono chiamate idee.
Quindi l'educazione è un percorso di conoscenza nel quale vengono selezionati i governanti e educati i cittadini.
Per Platone un giusto governatore deve avere una giusta educazione, per lui filosofia,educazione e politica erano strettamente legate al fine di realizzare la giustizia.
Platone paragonava lo Stato all'uomo: come l'organismo vive grazie alle parti che lo costituiscono, così uno Stato è giusto se ogni uomo contribuisce a seconda delle proprie capacità.
Per Platone ci sono tre tipi di cittadini:
I produttori: prevalgono gli istinti legati al corpo che devono essere teniti sotto controllo dalla virtù della temperanza: essi saranno coloro che si occuperanno del benessere materiale della città tipo
agricoltori e mercanti.
I guerrieri: sono custodi nel quale prevale la virtù del coraggio e che garantiscono la difesa della città.
i reggitori: sono filosofi-governanti con la virtù della saggezza e della ragione, ai quali è affidata la guida dello stato.
Lo stato di Platone è uno stato di meritocrazia cioè uno stato aristocratico ma i governatori sono scelti per le proprie capacità.
Platone però si preoccupava dell'educazione solo per le classi sociali e hai bambini diceva che dovranno apprendere solo quando sarà necessario, per il resto devono imitare i loro genitori.
i custodi riceveranno un'educazione tradizionale:
Fino ai 18 anni: un'educazione comune per entrambi i sessi basata sulla musica e sulla ginnastica
18/20: due anni di servizio militare
20/30: educazione concentrata sulla matematica e geometria.
30: si concentra sulla dialettica
35: i futuri governatori si concentrano sulla filosofia
50: coloro che superano gli esami possono occuparsi della guida dello stato
La filosofia di Platone era incentrata sulla giustizia, un principio che secondo lui deve realizzarsi sia nella vita reale sia nella vita sociale, e questo ha influito molto sul suo pensiero pedagogico.
Platone dopo che è rimasto deluso dalla condanna data a Socrate dal regime democratico di Atene, decide di rinunciare alla sua carriera politica e cerca fuori da Atene uno Stato meglio governato dove esercitare la propria influenza e realizzare una città ideale.
Si reca tre volte a Siracusa presso i tiranni ma fallisce nel realizzare uno Stato ed è grazie al fallimento dell'ultimo viaggio che fonda l'Accademia (387 a.C.)
Elabora un progetto educativo con lo scopo di preparare un nuovo ceto politico e per trasformare la realtà politica serve una rivoluzione culturale, che giunga a fondare una nuova tavola di valori.
Lui rintraccia la verità e valori immutabili da realizzare tra gli uomini. Per far si che i valori valgano sempre e per tutti Platone li colloca in un mondo ideale che chiama iperuranio (oltre il cielo), quindi è come se Platone considerasse il bene, il giusto ecc. oggetti che poi vengono chiamate idee.
Quindi l'educazione è un percorso di conoscenza nel quale vengono selezionati i governanti e educati i cittadini.
Per Platone un giusto governatore deve avere una giusta educazione, per lui filosofia,educazione e politica erano strettamente legate al fine di realizzare la giustizia.
Platone paragonava lo Stato all'uomo: come l'organismo vive grazie alle parti che lo costituiscono, così uno Stato è giusto se ogni uomo contribuisce a seconda delle proprie capacità.
Per Platone ci sono tre tipi di cittadini:
I produttori: prevalgono gli istinti legati al corpo che devono essere teniti sotto controllo dalla virtù della temperanza: essi saranno coloro che si occuperanno del benessere materiale della città tipo
agricoltori e mercanti.
I guerrieri: sono custodi nel quale prevale la virtù del coraggio e che garantiscono la difesa della città.
i reggitori: sono filosofi-governanti con la virtù della saggezza e della ragione, ai quali è affidata la guida dello stato.
Lo stato di Platone è uno stato di meritocrazia cioè uno stato aristocratico ma i governatori sono scelti per le proprie capacità.
Platone però si preoccupava dell'educazione solo per le classi sociali e hai bambini diceva che dovranno apprendere solo quando sarà necessario, per il resto devono imitare i loro genitori.
i custodi riceveranno un'educazione tradizionale:
Fino ai 18 anni: un'educazione comune per entrambi i sessi basata sulla musica e sulla ginnastica
18/20: due anni di servizio militare
20/30: educazione concentrata sulla matematica e geometria.
30: si concentra sulla dialettica
35: i futuri governatori si concentrano sulla filosofia
50: coloro che superano gli esami possono occuparsi della guida dello stato
domenica 25 febbraio 2018
Socrate: il dialogo e la dialettica
SOCRATE
Socrate ha dedicato tutta la sua vita alla filosofia, infatti ai suoi allievi non trasmetteva un insegnamento tecnico ma morale.
Socrate induceva tutti i suoi allievi alla ricerca della verità che non doveva mai cessare. Anche
Socrate andava sempre alla ricerca della verità, perchè l'unica certezza che possedeva secondo lui era l'ignoranza infatti diceva: "io so di non sapere".
Attraverso il dialogo sottoponeva gli interlocutori a un complesso di domande e risposte, che metteva a prova le loro convinzioni.
Lui chiedeva sempre "cos'è...?" e sotto le obiezioni di Socrate, le risposte degli allievi crollavano, perché si rivelavano contraddittorie. Questa è la confutazione.
Un'altra strategia che usava era quella della maieutica che comprendeva nel indurre chi dialoga a fornire egli stesso una risposta alla domanda iniziale.
Ironia socratica: l'ironia sta proprio nel definirsi ignorante e nel considerare l'interlocutore sapiente per poi smascherarlo.
Dialogo socratico: è un confronto
si utilizza per ogni tipo di dialogo
lo scopo è quello di scoprire la verità
si concentra sull'uomo
Dialettica: lo scopo è quello di avere ragione
si utilizza spesso in politica e in tribunale
nessuna differenza tra il bene e il male
il bene è la mia opinione
sono due discorsi che combattono per avere ragione.
Socrate ha dedicato tutta la sua vita alla filosofia, infatti ai suoi allievi non trasmetteva un insegnamento tecnico ma morale.
Socrate induceva tutti i suoi allievi alla ricerca della verità che non doveva mai cessare. Anche
Socrate andava sempre alla ricerca della verità, perchè l'unica certezza che possedeva secondo lui era l'ignoranza infatti diceva: "io so di non sapere".
Attraverso il dialogo sottoponeva gli interlocutori a un complesso di domande e risposte, che metteva a prova le loro convinzioni.
Lui chiedeva sempre "cos'è...?" e sotto le obiezioni di Socrate, le risposte degli allievi crollavano, perché si rivelavano contraddittorie. Questa è la confutazione.
Un'altra strategia che usava era quella della maieutica che comprendeva nel indurre chi dialoga a fornire egli stesso una risposta alla domanda iniziale.
Ironia socratica: l'ironia sta proprio nel definirsi ignorante e nel considerare l'interlocutore sapiente per poi smascherarlo.
Dialogo socratico: è un confronto
si utilizza per ogni tipo di dialogo
lo scopo è quello di scoprire la verità
si concentra sull'uomo
Dialettica: lo scopo è quello di avere ragione
si utilizza spesso in politica e in tribunale
nessuna differenza tra il bene e il male
il bene è la mia opinione
sono due discorsi che combattono per avere ragione.
La Grecia arcaica e i poemi di Omero
La GRECIA
La civiltà greca si sviluppa in un territorio particolare diviso tra piccole isole e zone montuose continentali.
Le testimonianze più antiche di forme di educazione provenienti dal mondo antico, come abbiamo visto anche per le altre civiltà, sono i miti.
In particolare del mondo greco abbiamo due poemi: l'Iliade e l'Odissea.
I due testi raccontano di personaggi eroici, quindi si presentano come forma di intrattenimento, ma all'oro interno ci sono informazioni sulla religione, l'origine del mondo, le tattiche di guerra, le navigazioni ecc.
Entrambi i testi sono attribuiti a un solo cantore: Omero. Omero per il mondo greco era un personaggio famoso a tal punto che Platone lo definì il primo educatore della storia.
Come possiamo notare dall'immagine; L'Iliade racconta dell'assedio di Troia e gli eroi in questo caso modelli educativi di virtù belliche: onore e fama.
Nell'Odissea al contrario viene raccontato il viaggio di Ulisse attraverso il Mediterraneo. In questo caso Ulisse deve, oltre a superare prove di forza e coraggio, anche prove di astuzia e intelligenza.
Tutto questo si può spiegare con un concetto che troviamo spesso nei due poemi, il concetto dell'aretè.
Aretè: significa virtù, no virtù morali ma nel senso di abilità.
Iliade: aretè guerriera.
Odissea: aretè intellettuale,
Quindi i poemi hanno la funzione educativa di presentare modelli di virtù da seguire.
La civiltà greca si sviluppa in un territorio particolare diviso tra piccole isole e zone montuose continentali.
Le testimonianze più antiche di forme di educazione provenienti dal mondo antico, come abbiamo visto anche per le altre civiltà, sono i miti.
In particolare del mondo greco abbiamo due poemi: l'Iliade e l'Odissea.
I due testi raccontano di personaggi eroici, quindi si presentano come forma di intrattenimento, ma all'oro interno ci sono informazioni sulla religione, l'origine del mondo, le tattiche di guerra, le navigazioni ecc.
Entrambi i testi sono attribuiti a un solo cantore: Omero. Omero per il mondo greco era un personaggio famoso a tal punto che Platone lo definì il primo educatore della storia.
Come possiamo notare dall'immagine; L'Iliade racconta dell'assedio di Troia e gli eroi in questo caso modelli educativi di virtù belliche: onore e fama.
Nell'Odissea al contrario viene raccontato il viaggio di Ulisse attraverso il Mediterraneo. In questo caso Ulisse deve, oltre a superare prove di forza e coraggio, anche prove di astuzia e intelligenza.
Tutto questo si può spiegare con un concetto che troviamo spesso nei due poemi, il concetto dell'aretè.
Aretè: significa virtù, no virtù morali ma nel senso di abilità.
Iliade: aretè guerriera.
Odissea: aretè intellettuale,
Quindi i poemi hanno la funzione educativa di presentare modelli di virtù da seguire.
domenica 4 febbraio 2018
EBRAISMO E BUDDISMO ISTRUZIONE OGGI
EBRAISMO
I ragazzi ebrei oggi devono frequentare due scuole, una chiamata scuola media e una scuola superiore.
La scuola media dura 8 anni (equivale alle nostre medie e alle nostre superiori), al termine di questi anni si consegue il titolo di Maskil.
Per avere il titolo di maskil bisogna: conoscere la lingua ebraica sia scritta che parlata, deve sapersi orientare per la Bibbia, conoscere la storia ebraica, conoscere delle specifiche pagine del Thalmud, conoscere le regole dei due primi volumi dello Shulchan Arukh e del diritto matrimoniale.
La scuola superiore invece dura 4 anni (equivale alla nostra università), gli studenti in questa cosa si specificano nelle discipline rabbiniche.
Gli argomenti che si affrontano sono: la bibbia, l'esegesi, la storia, il pensiero ebraico e la letteratura. Alla fine dei 4 anni lo studente avrà il titolo di Chakham.
BUDDISMO
In Italia si trova un istituto di studi di Buddismo a Milano e questo istituto si chiama Ghe Pel Ling.
Il Ghe Pel Ling è un'istituto dove si può apprendere e confrontarsi con altre persone di questa filosofia di vita. L'istituto è stato costriuto a Milano nel 1978 e dall'ora tengono corsi e importanti conferenze.
Mirano sull'insegnamento del Buddha attraverso l'educazione e la trasformazione della mente e le tecniche di meditazione. Usano una forma tradizionale ma è molto usato anche l'approccio diretto con il maestro.
I ragazzi ebrei oggi devono frequentare due scuole, una chiamata scuola media e una scuola superiore.
La scuola media dura 8 anni (equivale alle nostre medie e alle nostre superiori), al termine di questi anni si consegue il titolo di Maskil.
Per avere il titolo di maskil bisogna: conoscere la lingua ebraica sia scritta che parlata, deve sapersi orientare per la Bibbia, conoscere la storia ebraica, conoscere delle specifiche pagine del Thalmud, conoscere le regole dei due primi volumi dello Shulchan Arukh e del diritto matrimoniale.
La scuola superiore invece dura 4 anni (equivale alla nostra università), gli studenti in questa cosa si specificano nelle discipline rabbiniche.
Gli argomenti che si affrontano sono: la bibbia, l'esegesi, la storia, il pensiero ebraico e la letteratura. Alla fine dei 4 anni lo studente avrà il titolo di Chakham.
BUDDISMO
In Italia si trova un istituto di studi di Buddismo a Milano e questo istituto si chiama Ghe Pel Ling.
Il Ghe Pel Ling è un'istituto dove si può apprendere e confrontarsi con altre persone di questa filosofia di vita. L'istituto è stato costriuto a Milano nel 1978 e dall'ora tengono corsi e importanti conferenze.
Mirano sull'insegnamento del Buddha attraverso l'educazione e la trasformazione della mente e le tecniche di meditazione. Usano una forma tradizionale ma è molto usato anche l'approccio diretto con il maestro.
domenica 28 gennaio 2018
LE ORIGINI DELL'EDUCAZIONE
EDUCAZIONE
Un altro motivo di confusione è anche dovuto al diverso uso che si fa del termine educazione in altre lingue (ad es. nella lingua inglese con "education" si tende spesso ad indicare "istruzione").
La stretta connessione che c'è tra il sapere acquisito da un individuo ed il suo comportamento rendono le due parole apparentemente sinonime in vari contesti.
Dalle epoche remote, durante le quali l'uomo cominciò a comunicare attraverso il linguaggio, l'oralità è stata sempre il sistema privilegiato di trasmissione del sapere, essendo il mezzo di comunicazione più diffuso, rapido ed immediato da usare. La tradizione orale comprende quindi forme quali narrazioni, miti (in particolare cosmogonie), canti, frasi, leggende, favole, ecc.
Ogni sistema di tradizione orale è comunque abbinato ad un insieme di forme di trasmissione delle usanze, dei riti, delle tecniche, delle pratiche, dei gusti, dei comportamenti, della cinestetica dei corpi.
Questi aspetti sono appresi e rielaborati in parte per via verbale ed in parte mediante altri sistemi simbolici, nonché tramite l'imitazione e la sperimentazione
Ogni generazione trasmette (lat. tradere, consegnare) alle successive, innanzitutto, la propria cultura materiale, cioè tutti gli strumenti e gli oggetti che ha creato, ideato o perfezionato, poi i procedimenti e i comportamenti tipici che si apprendono anche senza l'uso della parola, come l'agricoltura o l'allevamento e, infine, i valori e gli ideali che guidano l'agire dell'uomo e animano le sue relazioni.
La storia dell'uomo è essenzialmente un percorso di conoscenze trasmesse oralmente. In alcune società, che pure non ignorano la scrittura, la comunicazione orale è predominante e fondamentale: della parola, di formule ripetitive, di espressioni magiche o retoriche si avvalgono sciamani, guaritori, sacerdoti che forniscono alle loro comunità spiegazioni o interpretazioni del mondo e dei fatti quotidiani, rimedi e metodi di cura.
La parola è uno strumento di potere, consente di manipolare gli individui, il sapere e i contenuti della conoscenza. Nell'antica Grecia il discorso orale, prevalente sul testo scritto, ha assunto un ruolo centrale nella trasmissione delle idee, dei concetti, del pensiero.
L'educazione è
l'attività, influenzata nei
diversi periodi storici dalle
varie culture,
volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà
mentali, sociali e comportamentali in
un individuo.In italiano poi
il termine educato è anche sinonimo di
un individuo che
segua una condotta sociale corretta
rispetto a norme non
necessariamente codificate (benché
di generale condivisione), le cosiddette "buone maniere"
quali la "gentilezza", l'urbanità" ecc.
Un altro motivo di confusione è anche dovuto al diverso uso che si fa del termine educazione in altre lingue (ad es. nella lingua inglese con "education" si tende spesso ad indicare "istruzione").
La stretta connessione che c'è tra il sapere acquisito da un individuo ed il suo comportamento rendono le due parole apparentemente sinonime in vari contesti.
LA TRASMISSIONE DI INFORMAZIONI ORALMENTE
Dalle epoche remote, durante le quali l'uomo cominciò a comunicare attraverso il linguaggio, l'oralità è stata sempre il sistema privilegiato di trasmissione del sapere, essendo il mezzo di comunicazione più diffuso, rapido ed immediato da usare. La tradizione orale comprende quindi forme quali narrazioni, miti (in particolare cosmogonie), canti, frasi, leggende, favole, ecc.
Ogni sistema di tradizione orale è comunque abbinato ad un insieme di forme di trasmissione delle usanze, dei riti, delle tecniche, delle pratiche, dei gusti, dei comportamenti, della cinestetica dei corpi.
Questi aspetti sono appresi e rielaborati in parte per via verbale ed in parte mediante altri sistemi simbolici, nonché tramite l'imitazione e la sperimentazione
Ogni generazione trasmette (lat. tradere, consegnare) alle successive, innanzitutto, la propria cultura materiale, cioè tutti gli strumenti e gli oggetti che ha creato, ideato o perfezionato, poi i procedimenti e i comportamenti tipici che si apprendono anche senza l'uso della parola, come l'agricoltura o l'allevamento e, infine, i valori e gli ideali che guidano l'agire dell'uomo e animano le sue relazioni.
La storia dell'uomo è essenzialmente un percorso di conoscenze trasmesse oralmente. In alcune società, che pure non ignorano la scrittura, la comunicazione orale è predominante e fondamentale: della parola, di formule ripetitive, di espressioni magiche o retoriche si avvalgono sciamani, guaritori, sacerdoti che forniscono alle loro comunità spiegazioni o interpretazioni del mondo e dei fatti quotidiani, rimedi e metodi di cura.
La parola è uno strumento di potere, consente di manipolare gli individui, il sapere e i contenuti della conoscenza. Nell'antica Grecia il discorso orale, prevalente sul testo scritto, ha assunto un ruolo centrale nella trasmissione delle idee, dei concetti, del pensiero.
Altre forme di organizzazione sociale. Il diffondersi della pratica dell’agricoltura prospetta per le comunità nomadi di cacciatori e raccoglitori la necessità di essere stanziali. La stanzialità comporta importanti conseguenze: si assiste ad una crescita demografica e ad una nuova complessa organizzazione della società e del lavoro; lo sviluppo dell’agricoltura consente poi l’immagazinamento, lo scambio e il commercio dei prodotti; si diffondono nuovi saperi e una fiorente cultura. E’ ancora il linguaggio orale ad essere custode dei saperi e dei valori di queste comunità.
LA SCRITTURA
Sarà proprio la necessità di catalogare e quantificare i prodotti dell’agricoltura a dare impulso allo sviluppo della scrittura. Storicamente le più antiche testimonianze scritte provengono dalla Mesopotamia e dall’Egitto e risalgono al periodo tra il IV e il III millennio a.C.. I sumeri e gli egizi utilizzavano sistemi di scrittura differenti, definiti rispettivamente cuneiforme e geroglifico, che raggiunsero sempre maggiore complessità. E’ in questo momento che si avverte l’esigenza di insegnare e apprendere questo nuovo specifico sapere e che nascono le prime scuole, destinate a formare funzionari e amministratori per lo stato.
giovedì 7 dicembre 2017
MOTIVAZIONI ESTRINSECHE E INTRINSECHE
Motivazione intrinseca --> porta ad intraprendere un’attività perché è di per sé motivante.
In questo caso l’individuo si attiva per divertimento o per sfida sena interesse verso ricompense o pressioni esterne.
È possibile distinguere 16 desideri fondamentali che stanno alla base della motivazione intrinseca:
efficacia, curiosità, libertà, vendetta, lealtà, compassione, lussuria, vitalità, amore, stabilità, sicurezza, possesso ecc…
Ovviamente poi ogni individuo ha una diversa attribuzione di priorità in base a contesto sociale, valori di riferimento ecc.
Se applicato al mondo dei consumi, la descrizione dei desideri, ci porta oltre gli aspetti funzionali dei prodotti.
Infatti i prodotti di consumo oggi, rispondono a necessità di esprimersi, narrarsi.
Motivazione estrinseca --> motivazioni sostenute da rinforzi esterni (vantaggi, riconoscimenti, evitamento di conseguenze spiacevoli.
Motivazione intrinseca --> porta ad intraprendere un’attività perché è di per sé motivante.
In questo caso l’individuo si attiva per divertimento o per sfida sena interesse verso ricompense o pressioni esterne.
È possibile distinguere 16 desideri fondamentali che stanno alla base della motivazione intrinseca:
efficacia, curiosità, libertà, vendetta, lealtà, compassione, lussuria, vitalità, amore, stabilità, sicurezza, possesso ecc…
Ovviamente poi ogni individuo ha una diversa attribuzione di priorità in base a contesto sociale, valori di riferimento ecc.
Se applicato al mondo dei consumi, la descrizione dei desideri, ci porta oltre gli aspetti funzionali dei prodotti.
Infatti i prodotti di consumo oggi, rispondono a necessità di esprimersi, narrarsi.
Motivazione estrinseca --> motivazioni sostenute da rinforzi esterni (vantaggi, riconoscimenti, evitamento di conseguenze spiacevoli.
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